
Nel 1968 quando il Teatro Italia divenne il Cinema Universal, in gestione alla Società Cinematografica Amati si intrapresero i lavori di ristrutturazione degli interni del cinema e modifiche ai prospetti esterni con i quali si stravolse competamente la spazialità così come venne pensata e realizzata dall'Architetto Mazzoni, oltre a distruggere - o comunque occultare - tutto il prezioso apparato decorativo che connotava gli ambienti, come : decorazioni a stucco in rilievo dorate, lampade di murano, pavimenti in mosaico, ecc.